Dry Needling
Il Dry Needling è una tecnica che utilizzo per trattare il dolore muscoloscheletrico di origine miofasciale, in particolare quando sono presenti trigger point — piccole zone di contrattura profonda che possono causare dolore locale o irradiato, rigidità o limitazione del movimento.
Si tratta di un approccio terapeutico “a secco”, perché non prevede l’iniezione di farmaci: si utilizzano aghi molto sottili, inseriti con precisione all’interno del muscolo coinvolto per stimolare un rilascio immediato della tensione.
Impiego questa tecnica soprattutto in caso di:
- lombalgia e lombosciatalgia con componente muscolare
- cervicalgia e tensione del trapezio
- dorsalgia, rigidità posturali, contratture ricorrenti
- dolori miofasciali localizzati o irradiati
- cefalee muscolo-tensive
- trigger point persistenti che non rispondono a stretching o terapia manuale
- dolori da sovraccarico sportivo
In tutte queste situazioni il Dry Needling permette di agire direttamente sul punto che genera la tensione, offrendo un sollievo spesso rapido e migliorando la funzionalità del distretto trattato.
Come funziona
L’inserimento dell’ago provoca una risposta involontaria del muscolo (local twitch response), una sorta di “contrazione-rilascio” che favorisce:
- la riduzione della contrattura,
- il miglioramento della circolazione locale,
- una modulazione del dolore a livello periferico e centrale,
- il ripristino del movimento.
La seduta è breve e mirata: dopo il trattamento può comparire un lieve indolenzimento, simile a quello post-allenamento, che si risolve in 24-48 ore.
Una sessione di Dry Needling prevede:
- Valutazione clinica della zona dolente e individuazione dei trigger point.
- Inserimento degli aghi, eseguito in modo mirato e controllato.
- Eventuale lavoro complementare con esercizi o stretching, per stabilizzare il beneficio.
Il numero di sedute varia da 1-3 per i disturbi acuti, fino a cicli più articolati nei dolori cronici.
Perché lo utilizzo
Integro il Dry Needling nei miei percorsi terapeutici perché rappresenta un valido aiuto quando:
- il dolore ha una forte componente muscolare,
- i trigger point mantengono la sintomatologia,
- si desidera un miglioramento più rapido della funzione,
- è necessario ridurre tensioni profonde che limitano la mobilità.
È una tecnica che si affianca – e non sostituisce – gli esercizi terapeutici, la fisioterapia e il percorso riabilitativo globale del paziente.
Infiltrazioni di acido ialuronico a ginocchio e spalla
Nel mio ambulatorio eseguo infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio e alla spalla, un trattamento indicato soprattutto nei casi di artrosi e di dolore articolare persistente.
L’artrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni: nel tempo la cartilagine che riveste le superfici articolari si assottiglia e perde elasticità. Questo processo può causare dolore, rigidità, riduzione del movimento e difficoltà nelle attività quotidiane, soprattutto a carico di ginocchio e spalla.
L’acido ialuronico è una sostanza naturalmente presente nelle articolazioni e svolge una funzione fondamentale di lubrificazione e protezione. Con l’artrosi la sua quantità e qualità diminuiscono. L’infiltrazione ha l’obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la mobilità e sostenere la funzione articolare.
La procedura è ambulatoriale, rapida e generalmente ben tollerata. Il trattamento prevede un ciclo di una o più infiltrazioni, in genere da 1 a 3, a seconda del quadro clinico e del tipo di acido ialuronico utilizzato.
Dopo un’accurata valutazione clinica, l’acido ialuronico viene iniettato direttamente nell’articolazione interessata e può essere inserito in un percorso terapeutico personalizzato, spesso integrato con esercizio terapeutico e riabilitazione.